#StoriaFika | Bruno Mathsson

Bruno Mathsson nasce nel 1907 a Värnamo, in Svezia.

Figlio di un artigiano ebanista, Bruno Mathsson acquisisce il mestiere partendo da zero, e muove i suoi primi passi di designer nell’azienda di famiglia. Designer ed architetto autodidatta, Mathsson viene ispirato dal movimento funzionalista e studia nel corso degli anni ’20 e ’30 alla ricerca delle migliori possibilità di lavorazione di vari tipi di legname.

Stili di arredamento

L’arredamento di Mathsson è sperimentale e segue i principi del funzionalismo e dell’ergonomicità. La seduta infatti deve seguire la forma del corpo umano e i suoi componenti devono il più possibile adattarsi.

I pezzi più conosciuti di Mathsson arrivano nel panorama del design a partire dagli anni Trenta.

La sedia Abertsstol, sviluppata tra il 1933 e il 1936, è l’oggetto manifesto di questa corrente. Schienale e seduta realizzati in fasce di juta intrecciata.

Stessa metodologia e stessi materiali per la celebre chaise-longue Pernilla del 1934. La struttura in legno lamellare curvato, il sedile in faggio e la canapa intrecciata.  La Pernilla è diventato uno degli esempi iconici riconoscibili del design del XX secolo.

Chaise Longue Pernilla
Chaise Longue Pernilla via Flickr

Mathsson progetta anche in funzione della praticità e adattabilità. Lo dimostra il “tavolo Maria” . Un tavolo ripiegabile con estensione da 22 cm a 280 cm.

Tavolo Maria allungabile
Tavolo Maria via Flickr

Il 1937 è l’anno dell’Expo di Parigi, che porta Mathsson sotto i riflettori dei critici internazionali. La sua sedia Eva viene acquistata in grandi quantità per gli spazi del MoMA di New York, la cui inaugurazione era alle porte. “Eva” ha un forte rimando al lavoro di Alvar Aalto e diventa parte di una collezione composta da poltroncine, pouf e divani, che riscuotono un grande successo di vendite durante tutta la sua carriera e tuttora ambite dai collezionisti.

La sedia Eva
La sedia Eva via Flick

Negli anni ’50 la sua attenzione si sposta sull’architettura, i progetti dell’epoca vedono il vetro come uno dei materiali preferiti del designer.

Il 1950 è l’anno di nascita di un modulo abitativo con tre lati vetrati, solaio in cemento con riscaldamento elettrico a pavimento, che utilizza come showroom per l’azienda di mobili di famiglia. La semplicità e il contatto diretto con la natura e la luce sono alla base del credo abitativo di Mathsson che riscuote enorme successo.

La Glass House
Negli anni ’60 torna all’arredamento, cominciando a lavorare con l’acciaio tubolare.

Dopo un incontro e una collaborazione con il matematico Piet Hein nasce Super Elliptical, il tavolo adagiato su gambe create da cavi in metallo sottilissimo.

Il tavolo Super Elliptical via Fritz Hansen
Bruno Mathsson è considerato uno dei pionieri del design del mobile svedese moderno. Anche se meno conosciuto rispetto ad altri design danesi, in tutti i suoi progetti ha combinato il semplice, il bello e il funzionale.

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