#StoriaFika | A casa di Finn Juhl

Finn Juhl – uno dei designer danesi più importanti, figura di spicco negli anni ’40 e precursore del Danish Modern negli U.S.A – non abitava certo in un posto qualunque. La sua residenza si localizza al numero 15 di Kratvænget a Charlottenlund, appena fuori Copenaghen.

È uno dei primi esempi di open space. Spazi ampi, dunque, grandi finestre, luce e affaccio sul verde.

E tanti dettagli. Tutti studiati: gli arredi in primis, gli oggetti, i quadri, i tappeti, i vasi. Niente è lasciato al caso in questo museo domestico

Tra la mobilia, spiccano le sue FJ 44 e FJ 45.

 La FJ 44 detta anche Knoglestolen è in mogano cubano con sedile in pelle. Ce ne sono 12 esemplari ed è uno dei capolavori del maestro. Ma ciò che lo ha reso un’icona del design è forse la FJ 45. Una poltrona progettata in poche ore con schienale e sedile che creano armonia con la struttura in legno. Le possiamo ammirare nella living room, guardate un po’ che belle.

Per scoprire e vedere più da vicino questo gioiellino, vi proponiamo un tour virtuale della casa

#StoriaFika + | Finn Juhl

Inizialmente Finn Juhl voleva diventare uno storico d’arte. Sin da piccolo era interessato alle belle arti, tuttavia suo padre si oppose fermamente. Ma Juhl si iscrisse al Dipartimento di architettura della Royal Academy of Arts di Copenhagen negli anni ’30, proprio quando iniziò ad emergere il design moderno.

Iniziò da subito a lavorare così assiduamente che non finì mai gli studi e quando diventò famoso come designer di mobili, parlava sempre di se stesso come un autodidatta.

Come altri pionieri modernisti, Juhl è partito da zero senza modelli di riferimento. Ha progettato le sue famose sedute misurando il proprio corpo e analizzando come i singoli componenti della sedia dovrebbero trasportare il corpo umano. Ma contrariamente ai suoi contemporanei modernisti che puntavano a strutture snelle, Juhl mirava a una forma più organica e naturale.

Negli anni ’40 e ’50 la sua ambizione era progettare mobili con movimento e vita. Voleva creare l’effetto illusionistico di fare galleggiare nello spazio sia gli elementi strutturali che la persona seduta. In alcune delle sue sedie lo schienale e il sedile sono quasi invisibili, come se fossero nuvole che fluttuano nella stanza.

Divenne noto per la sua speciale capacità di separare le parti del cuscinetto dal supporto, dimostrando di essersi liberato dai metodi di lavoro convenzionali trovando la sua ispirazione nell’arte.

“L’arte è sempre stata la mia principale fonte di ispirazione. Sono affascinato da forme che sfidano la gravità e creano leggerezza visiva” 
Finn Juhl

 

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